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Inchiesta su Gesù. Chi era l'uomo che ha cambiato il mondo Augias Corrado - Pesce Mauro Su Gesù sono proliferate nei secoli molte leggende e alcune autentiche fiabe, segno della curiosità di sapere chi lui fosse veramente prima che il mantello della teologia lo coprisse, celandone allo sguardo la figura storica. Corrado Augias ha dialogato su questo tema con uno dei massimi biblisti italiani, Mauro Pesce, rivolgendogli quelle stesse domande che molti di noi, cristiani e non cristiani, si pongono: sul periodo storico nel quale Gesù visse, sulle sue parole, sulla sua vita, sulla sua morte, sui tanti testi che ne parlano. Ma anche su ciò che seguì la tragica giornata del Golgota, fino alla nascita di una religione che da lui prese il nome, anche se egli non ha mai detto di volerla fondare. Il profilo di Gesù che questa "inchiesta" ci restituisce è quello di un ebreo, ligio alla Legge di Mosè, amante del suo popolo e delle sue tradizioni, eppure aspramente critico verso gli aspetti che giudicava 'superati' o 'secondari', e, soprattutto, portatore di un progetto di rinnovamento incentrato sul riscatto degli emarginati; una personalità complessa, mai svelata per intero nemmeno a chi gli era più vicino, una figura profondamente solitaria, coerente con i suoi principi fino alla morte in croce. |
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Perché non possiamo essere cristiani (e meno che mai cattolici) Odifreddi Piergiorgio "La prima stazione della nostra via crucis è l'inizio di tutti gli inizi: più precisamente, la mitologia ebraica della creazione del mondo e dell'uomo, narrata in due versioni diverse e contraddittorie nei capitoli I-XI del Genesi." Comincia così questo viaggio che il matematico Piergiorgio Odifreddi compie dentro le Scritture e lungo la storia della Chiesa, fino ai giorni nostri. Come uomo di scienza, egli considera l'affermazione che quello della Bibbia è l'unico vero Dio una "bestemmia" nei confronti di Colui che gli uomini di buona fede, da Pitagora e Platone a Spinoza e Einstein, hanno da sempre identificato con l'Intelligenza dell'universo e l'Armonia del mondo. Come cittadino, afferma che il Cristianesimo ha costituito non la molla del pensiero democratico e scientifico europeo, bensì il freno che ne ha gravemente soffocato lo sviluppo civile e morale, e ritiene che l'anticlericalismo sia oggi più una difesa della laicità dello Stato che un attacco alla religione della Chiesa. Come autore, infine, legge l'Antico e il Nuovo Testamento e le successive elaborazioni dogmatiche della Chiesa per svelarne, con una critica tanto serrata quanto avvincente, non soltanto le incongruenze logiche ma anche le infondatezze storiche, dando alla ragione ciò che è della ragione e facendo emergere dai testi la verità: ovvero, dice Odifreddi, che "Mosè, Gesù e il Papa sono nudi". |
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Gomorra. Viaggio nell'impero economico e nel sogno di dominio della camorra Saviano Roberto Un libro che racconta il potere della camorra, la sua affermazione economica e finanziaria, e la sua potenza militare, la sua metamorfosi in comitato d'affari. Una scrittura in prima persona fatta dal luogo degli agguati, nei negozi e nelle fabbriche dei clan, raccogliendo testimonianze e leggende. La storia parte dalla guerra di Secondigliano, dall'ascesa del gruppo Di Lauro al conflitto interno che ha generato 80 morti in poco più di un mese. Una narrazione-reportage che svela i misteri del "Sistema" (così gli affiliati parlano della camorra, termine che nessuno più usa), di un'organizzazione poco conosciuta, creduta sconfitta e che nel silenzio è diventata potentissima superando Cosa Nostra per numero di affiliati e giro d'affari. |
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La scomparsa dei fatti. Si prega di abolire le notizie per non disturbare le opinioni Travaglio Marco Nel mondo politico e in gran parte del giornalismo italiano si assiste da tempo a un fenomeno: la "scomparsa dei fatti". Oggi sono spesso le opinioni a trasformarsi in fatti. In un paese dove lo scontro ideologico è diventato la prassi, gli esempi di questa situazione abbondano ovunque. Nella coscienza collettiva si radicano "fatti" che non sono mai stati tali. Due soli esempi: è convinzione comune che il contingente italiano sia stato mandato in Iraq a seguito di una risoluzione dell'Onu. Falso: ci si è andati molto prima. Il ministro Mussi ritiene giusto che il Paese consenta all'Unione Europea la prosecuzione della ricerca sulle cellule staminali. Traduzione: Mussi attacca la vita, i cattolici, e vuole abolire la legge corrente. Corrosivo come sempre, Marco Travaglio dimostra come l'informazione in Italia, salvo rarissime eccezioni, abbia del tutto smarrito la sua funzione originaria. |
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La congettura di Poincaré O'Shea Donal Henry Poincaré è stato uno dei più grandi geni della storia della matematica: i suoi studi hanno aperto la strada a innumerevoli ricerche sviluppate nel corso del XX secolo. In particolare, la celebre congettura da lui enunciata, in grado di dirci molto sulla possibile natura e sulla forma del nostro universo, ha impegnato. le maggiori menti matematiche del Novecento ed è stata inclusa nella lista dei sette "problemi del millennio", per la cui soluzione e in palio un premio di un milione di dollari. Nel 2002 questa sfida è stata raccolta con successo dal matematico russo Grigori Perelman, che però classica incarnazione del binomio "genio e follia' - continua a rifiutare denaro e onori. Nell'estate del 2001 non si e nemmeno presentato al Congresso internazionale dei matematici, a Madrid, per ritirare la medaglia Fields, l'equivalente del premio Nobel per la matematica, suscitando dibattiti sulla stampa, anche in Italia. Partendo da Babilonia e dall'antica Grecia, O'Shea ripercorre lo sviluppo del sapere matematico attraverso i secoli: da Euclide a Riemann, da Poincaré ad Hamilton e Perelmnan, dalla grande biblioteca di Alessandria al ruolo di internet nel quadro dell'odierna comunità matematica. |
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Imparare democrazia Zagrebelsky Gustavo Un saggio di Gustavo Zagrebelsky - una riflessione - che poggia su convinzioni maturate in lunghi anni di dedizione all'argomento, in cui vengono descritti significati e storia di un modello politico che aspira all'uguaglianza, al dialogo e all'esercizio dei diritti di ciascuno e di tutti. Completa il volume una scelta di testi sul concetto di democrazia, significativi seppur non tutti canonici, di autori d'ogni tempo: Erodoto, Aristofane, Cicerone, Montesquieu, Tocqueville, Brecht, Orwell, Arendt, Bobbio e Carillo. |
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Proibito parlare. Cecenia, Beslan, Teatro Dubrovka: le verità scomode della Russia di Putin Politkovskaja Anna Il 7 ottobre 2006 Anna Politkovskaja è stata ritrovata nell'androne della sua casa moscovita uccisa da quattro colpi di arma da fuoco. Dopo pochi giorni avrebbe pubblicato sul giornale "Novaja Gazeta" i risultati di una sconvolgente inchiesta sulle torture perpetrate in Cecenia dai russi l'ultimo reportage di una carriera giornalistica sempre all'insegna del coraggio, della verità, della lotta per i diritti e la dignità umani, per la libertà e la democrazia. Quella che ancora, in Russia, non c'è. Testimone scomoda, sempre in prima linea, ha vissuto sulla propria pelle e raccontato al mondo senza mezzi termini i lati più oscuri della Russia postsovietica, gli episodi più drammatici, dalla strage di bambini nella scuola di Beslan al sequestro di ostaggi al Teatro Dubrovka, alla guerra cecena. |
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Una vita con Karol. Conversazione con Gian Franco Svidercoschi Dziwisz Stanislao "Verrai da me. Qui potrai proseguire gli studi e mi aiuterai." Con queste parole, l'8 ottobre 1966, l'arcivescovo di Cracovia Karol Wojtyla chiese a un giovane sacerdote polacco di diventare il suo segretario privato, confermandolo nell'incarico anche dopo l'elezione pontificia. Da allora, don Stanislao Dziwisz ha condiviso tutti i momenti importanti della vita di Giovanni Paolo II, organizzando i suoi appuntamenti quotidiani e raccogliendo le sue confidenze, i suoi pensieri, le sue preoccupazioni. Oggi, insieme al giornalista Gian Franco Svidercoschi, Dziwisz ripercorre in questo libro le tappe più significative della vita di Karol Wojtyla: dal servizio pastorale di giovane vescovo all'elezione a Pontefice nel 1978, dal sostegno a Solidarnosc all'attentato di cui fu vittima nel 1981, dalla storica Giornata di preghiera per la pace ad Assisi al Giubileo del Duemila. Fino all'aprile del 2005, l'ultima volta in cui don Stanislao "vedeva il suo volto", prima di deporgli sul viso un velo bianco di seta e attendere che la bara di cipresso fosse chiusa. |
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Così parlano le stelle. Il cosmo spiegato ai ragazzi Hack Margherita - Gjergo Eda Una studentessa curiosa con la passione delle stelle, una celebre astronoma sempre disponibile a dialogare con i ragazzi, una settimana di vacanza: il libro è nato così, da questi semplici ingredienti e dall'amicizia che lega una maestra e un'allieva davvero speciali. Non capita tutti i giorni di avere a disposizione uno scienziato da interrogare liberamente, cercando le risposte alle questioni che non si è mai riusciti a capire fino in fondo o agli interrogativi più strani, che nessun testo potrà mai soddisfare. Ben consapevole di questo, la giovane Eda ha sottoposto la sua autorevole insegnante a una specie di maratona nei vastissimi campi della fisica e della cosmologia, alla scoperta delle leggi fondamentali che regolano l'universo: la forza di gravità, l'elettromagnetismo, le interazioni nucleari e quella forza, ancora misteriosa, che si opporrebbe alla gravità. Una scorribanda nella quale si sono imbattute in tanti personaggi interessanti, da Avogadro a Einstein a Planck, con le loro storie di esperimenti, errori e intuizioni geniali, e hanno affrontato calcoli e formule capaci di descrivere con semplicità fenomeni assai complessi. Le lunghe giornate di studio si chiudono con il racconto del mistero che avvolge la scienza ai suoi confini, e gli enigmi che si ripropongono continuamente nella ricerca: l'invito di Margherita Hack a continuare quel lavoro di esplorazione che ha fatto della sua vita una magnifica avventura. |
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Tutti i volti dell'arte. Da Leonardo a Basquiat Caroli Flavio - Festa Lodovico L'arte, grazie alla sua enorme potenzialità simbolica, crea, definisce, anticipa i movimenti della civiltà. Partendo da questo assunto Flavio Caroli rilegge il nostro tempo in un interessante e vivace dialogo con Lodovico Festa, attraverso l'analisi delle tendenze e l'esame degli sviluppi più recenti dell'arte occidentale. Se il problema centrale dell'attualità è il dialogo-conflitto tra le civiltà, lo studioso dell'arte è in grado di gettare su di esso una luce nuova, andando a ripercorrere gli sviluppi dell'espressione artistica. Il risultato è che la storia dell'arte può fornire moltissime chiavi per la comprensione dei rapporti, passati e presenti, tra culture diverse, soprattutto nel mondo globalizzato di oggi. |
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Il cervello delle donne Brizendine Louann Gli uomini vengono da Marte e le donne da Venere? La risposta della scienza alle provocazioni e agli stereotipi sulle differenze di carattere e comportamento di maschi e femmine è che un cervello unisex non esiste. Come spiega la neuropsichiatra americana Louann Brizendine la "materia grigia" di uomini e donne è diversa fin dal momento della nascita e la peculiarità biologica delle donne - il ciclo mestruale, la gravidanza, il parto, l'allattamento, la cura dei figli - influisce sullo sviluppo cognitivo, sociale e comportamentale del cervello. Le prime differenze cerebrali si manifestano già dall'ottava settimana di sviluppo fetale - in particolar modo a causa dell'avvio di quella attività ormonale che condizionerà per il resto della vita i sistemi neurali di maschi e femmine. Mentre gli uomini potenzieranno in particolare i centri cerebrali legati al sesso e all'aggressività, le donne tenderanno a sviluppare doti uniche e straordinarie: una maggiore agilità verbale, la capacità di stabilire profondi legami di amicizia, la facoltà quasi medianica di decifrare emozioni e stati d'animo dalle espressioni facciali e dal tono della voce, e la maestria nel placare i conflitti. |
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Dizionario del dandy Scaraffia Giuseppe Il primo Beau Brummell, l'ultimo, probabilmente, Cocteau. Alcuni riconoscibili tanto che suona superfluo il ricordarli (Wilde, Proust); altri sono dandy misconosciuti e, forse, impensabili: Joyce, Gozzano, Camus, e uno Charlot a cui "la bufera del progresso aveva lacerato la marsina". Il ritratto del dandy è un'impresa difficile, quasi utopica. Innanzitutto perché - avverte subito Giuseppe Scaraffia - "nasce insieme alla sua invincibile avversaria, la società di massa", è dunque fin dall'origine un ribelle sconfitto, un oppositore senza speranza. Un' evanescenza complicata da un'impalpabilità paradossale: il dandysmo fu un movimento culturale ma impedito d'esser tale dalla singolarità irriducibile di chi ne faceva parte, fu una ideologia a cui il basilare scetticismo toglieva la possibilità di proclamarsi, un'opposizione a cui l'impassibilità negava di battersi: quando Oscar Wilde, andato in America a diffondere un po' di buon gusto, seppe che gli preparavano accoglienze da esteta, si affrettò a presentarsi vestito nel modo più convenzionale. Per cui più che a un ritratto storico e critico, è un'identificazione ciò a cui si può aspirare, o conoscendo le sue singole figure, oppure attraverso un dizionario che, voce per voce, cerca di tipizzarne i versatili comportamenti alla ricerca di una sintassi del dandy. |
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La vita digitale Andreoli Vittorino Ormai abbiamo in tasca il mondo intero. In pochi centimetri di plastica e microchip sono racchiuse infinite possibilità di comunicare, informarsi, divertirsi, concludere un affare, e addirittura innamorarsi. È il telefonino: simbolo dell'era digitale, strumento che incarna e riassume il bisogno tutto umano di parlare, ascoltare, capire. C'è chi sfoggia il modello di "quarta generazione" e chi eredita quelli dei fratelli maggiori. Chi ci urla dentro gesticolando e chi lo contempla come in un raptus. A tutti, questo piccolo oggetto ha rivoluzionato la vita. In meglio o in peggio? Stiamo rischiando di chiuderci in un "autismo digitale"? Di volta in volta idolatrato come l'incarnazione stessa del progresso o al contrario additato come allegoria di una generazione incapace di relazionarsi con sé e con il prossimo, il telefonino è lo specchio di un'epoca, dà corpo alle contraddizioni di tutta la società. Vittorino Andreoli prende le mosse dall'uso e abuso del cellulare per interrogarsi sugli uomini, le donne e soprattutto i ragazzi e le ragazze di oggi, sui loro stili di vita, sui loro atteggiamenti verso gli altri, verso la vita stessa. Celebra le conquiste dell'informatica e le opportunità illimitate di un mondo in cui le distanze non esistono più, ma al contempo ci invita a non perdere di vista la dimensione umana, a non sacrificare la nostra intelligenza a un idolo tecnologico. E a non affidare alle macchine il nostro potere di pensare e decidere. |
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La città degli uomini. Cinque riflessioni in un mondo che cambia Bertinotti Fausto - Valzania Sergio Fausto Bertinotti affronta in questo libro i temi cruciali del mondo contemporaneo: la crisi della democrazia, la globalizzazione e la mobilità sociale, la guerra e il terrorismo, le relazioni fra l'Europa e gli Stati Uniti, la funzione della politica nella nostra società e il suo rapporto con l'etica. Le sue posizioni sono chiare e spesso controcorrente, e la sua critica a molti dei luoghi comuni che si sono imposti negli ultimi anni è radicale. A differenza di quanto spesso si sostiene, da qualche decennio a questa parte il tasso di democrazia si è ridotto in modo significativo. Se negli anni Sessanta e Settanta la partecipazione popolare al potere pubblico ha ricevuto la massima spinta propulsiva, oggi si sono affermate - e vanno affermandosi sempre di più - nuove istituzioni, dalla natura sovranazionale e sottratte al controllo dei cittadini, che influenzano pesantemente la vita di ognuno di noi e che, dietro la maschera di una pretesa neutralità tecnica, sono in realtà controllate da poteri forti. |
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Compagni di scuola. Ascesa e declino dei postcomunisti Romano Andrea A quasi vent'anni dalla nascita, i Democratici di Sinistra rimangono un soggetto difficile da decifrare. Lontani anni luce da quello che fu il PCI, continuano a rappresentarsi e a essere percepiti come gli eredi del Partito comunista italiano: nel linguaggio, nei riferimenti simbolici (primo tra tutti l'icona di Berlinguer), nella rappresentazione di sé che offrono al paese sul piano dell'antropologia politica. Ma soprattutto nel loro gruppo dirigente, il primo e unico che quel partito abbia avuto sin dalla sua fondazione. E la cui vicenda collettiva è il binario migliore lungo il quale seguire la parabola del principale partito della sinistra italiana. Quel gruppo dirigente mostra infatti i segni di una straordinaria coesione culturale e politica, pur nelle differenze anche radicali che separano le posizioni o i comportamenti pubblici dei suoi diversi esponenti. Perché esso rappresenta una generazione politica che ha condiviso un intero tragitto di vita politica e personale: dalla formazione giovanile alla testa della FGCI alla fine degli anni Settanta, al cursus honorum all'interno del PCI berlingueriano degli anni Ottanta, fino alla svolta dei primi anni Novanta e all'esperienza del governo del paese. Una famiglia più che un gruppo dirigente, una classe di ex compagni di scuola, il cui tragitto viene ricostruito dal libro di Romano intrecciando l'analisi storico-politica alla narrazione delle vicende personali dei suoi principali protagonisti. |
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Il fattore I. Per una teoria generale dell'imbecillità Paolicchi Piero Una "patologia" talmente simile alla normalità da sfuggire all'occhio calcolatorio e sperimentale delle cosiddette "scienze umane", o un'utile risorsa coltivata e diffusa da chi detiene un potere scientifico e culturale organico a quello politico? Un fenomeno distribuito casualmente nel tempo e nello spazio, o accentuato in certi tempi e spazi in funzione di fattori storico-culturali? E i fattori oggi dominanti possono farci temere una pandemia dell'imbecillità da massificazione e globalizzazione? Un mix di spirito critico non totalmente distrutto dagli "esperti" in ambito scientifico, e di spirito umoristico prodotto dal buon senso (specie, ma non solo, in ambito toscano) è forse il vaccino per un tentativo di risposta "seria", per quanto possibile, di fronte a una situazione "disperata ma non seria". |
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I complici. Tutti gli uomini di Bernardo Provenzano da Corleone al Parlamento Abbate Lirio - Gomez Peter La biografia dell'ultimo capo dei capi letta attraverso le sue alleanze politiche ed economiche, che attraverso documenti e testimonianze cerca di ricostruire la ragnatela di rapporti che ha permesso a Provenzano di restare libero per quarantatrè anni. |
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Esportare la libertà. Il mito che ha fallito Canfora Luciano Da sempre i governi e gli stati coprono con altisonanti dichiarazioni i motivi spesso cinici che stanno alla base delle guerre da loro scatenate. Secondo Luciano Canfora, il proposito americano di esportare la libertà in Iraq è solo l'ultimo esempio di questo oliatissimo meccanismo propagandistico. Sparta combatté la guerra del Peloponneso sostenendo di voler liberare i Greci dall'oppressione ateniese; le guerre napoleoniche determinarono la trasformazione della Francia rivoluzionaria in impero bonapartista; i conflitti regionali della Guerra Fredda (Vietnam, Medio Oriente, Afghanistan), furono sempre inseriti nel contesto di una lotta per l'affermazione della democrazia nel mondo. Canfora dimostra in un'analisi acuta e spesso provocatoria che la politica internazionale si è sempre servita del richiamo all'ideale libertario per coprire le logiche di lotta per il dominio che inevitabilmente condizionano lo scenario internazionale. Un appassionato atto d'accusa contro le nefandezze compiute in nome di nobili principi e supremi ideali e allo stesso tempo un disincantato repertorio di casi storici recenti e remoti, accomunati da quella che Canfora definisce una emblematica "torsione morale, culturale e politica" che consente a uno stato di perseguire una cinica politica di egemonia, fregiandosi allo stesso tempo del titolo di difensore della libertà. |
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Il mondo secondo Fo. Conversazione con Giuseppina Manin Fo Dario - Manin Giuseppina Il teatro e l'impegno politico e civile; il rapporto con Milano e quello con la religione; l'interesse per la tradizione popolare italiana e quello per le arti figurative: seguendo il ritmo pacato delle domande postegli dalla giornalista del "Corriere della Sera" Giuseppina Manin, il premio nobel racconta se stesso, attraversando in molte direzioni la sua esperienza di attore e autore e offrendo a chi lo ascolta il senso di un percorso intellettuale, una sorta di bilancio ma anche una riflessione rivolta al futuro, piena di curiosità e di emozione, di intelligenza e anticonformismo. |
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Sull'amore. Innamoramento, gelosia, eros, abbandono. Il coraggio dei sentimenti Crepet Paolo Questa volta l'autore mette in scena il tema dell'amore come forza fondamentale della vita, in tutti i sensi. Amore nel senso opportuno di terapie per l'amore: terapie per curare l'amore, essere in grado di vivere una vita che non rinuncia all'amore; e anche terapie a base di amore. |
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Il principe nero. Junio Valerio Borghese e la X Mas Greene Jack - Massignani Alessandro Jack Greene e Alessandro Massignani ricostruiscono la straordinaria biografia del principe Junio Valerio Borghese e della Decima Mas, la prima unità della storia navale moderna composta da commando. I suoi "diavoli del mare" erano uomini addestrati a svolgere missioni clandestine e subacquee con piccoli sommergibili e motoscafi d'assalto, armati di siluri distruttivi. Ancora oggi le tattiche militari elaborate dal "Principe nero" sono un punto di riferimento per le forze speciali di tutto il mondo. Personalità controversa e discussa già durante il fascismo, accostato negli anni a complotti di destra, golpe falliti e attività clandestine, vero e proprio tabù per la sinistra, Borghese continua a suscitare reazioni contrastanti. Gli autori, dopo aver setacciato gli archivi ufficiali ed essersi affidati alle memorie di veterani che combatterono su fronti opposti, offrono un quadro esauriente della vita di Junio Valerio Borghese e degli avvenimenti che lo videro protagonista. Un tentativo di raccontare una pagina buia e misteriosa della seconda guerra mondiale separando i fatti dalla fantasia, i documenti dalle interpretazioni di comodo. |
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La democrazia che non c'è Ginsborg Paul Londra, una notte di nebbia dell'inverno 1872. Karl Marx e John Stuart Mill si incontrarono in segreto e discutono per ore di economia, di natura, di democrazia, liberismo e socialismo "scientifico", scoprendo punti di contatto insospettabili tra le teorie che hanno creato e che tutti pensavano agli antipodi: il marxismo e il liberismo. E se un secolo e mezzo dopo, mentre la fiducia nella politica conosce un declino inarrestabile, fosse proprio l'incontro tra democrazia rappresentativa e democrazia partecipata a segnare la via della rinascita? |
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Opus dei segreta Pinotti Ferruccio 85.000 membri in tutto il mondo. Una penetrazione sempre più forte negli ambienti della finanza e della politica. Un'influenza decisiva sulle posizioni del Vaticano. Una pratica di vita fatta di rinunce, penitenza, autoflagellazione. È l'Opus Dei, misteriosa come una setta e al centro dei più clamorosi scandali finanziari internazionali: il caso Calvi-Ambrosiano, il caso Ruiz Mateos in Spagna, il crac Parmalat, la recente vicenda di Bancopoli e in particolare i legami dell'Opus con il cattolicissimo Antonio Fazio. L'inchiesta di Ferruccio Pinotti sfonda un muro invisibile. Racconta cosa è l'Opus Dei, com'è nata, come ha conquistato il Vaticano: la nomina papale di Joseph Ratzinger è stata resa possibile, come rivelano alcuni recentissimi scoop, da una vera e propria "campagna elettorale" imbastita dai cardinali vicini all'Opus Dei. E non solo il Vaticano. L'Opus Dei ha amicizie e simpatizzanti praticamente ovunque. Massimo D'Alema era presente alla cerimonia di santificazione di Escrivá De Balaguer, il fondatore dell'Opus, celebratasi nel 2002. Francesco Rutelli e Cesare Salvi erano in prima fila ai festeggiamenti per il centenario della nascita di Escrivá. L'amicizia tra Silvio Berlusconi e Marcello Dell'Utri nasce proprio grazie all'Opus Dei. Una trasversalità politica inquietante. Una camera oscura fatta di ombre e di segreti, che in questo libro si cerca di svelare, alla luce anche della testimonianza diretta di alcuni ex appartenenti all'Opus. |
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Pasque di sangue. Ebrei d'Europa e omicidi rituali Toaff Ariel Questo libro affronta uno dei temi più controversi nella storia degli ebrei d'Europa, da sempre cavallo di battaglia dell'antisemitismo: l'accusa, rivolta per secoli agli ebrei, di rapire e uccidere bambini cristiani per utilizzarne il sangue nei riti della Pasqua. Per quel che riguarda l'Italia, processi per omicidio rituale si ebbero quasi esclusivamente nella parte nord-occidentale, dove vi erano comunità di ebrei tedeschi (askhenaziti). Il caso più famoso accadde nel 1475 a Trento, dove numerosi ebrei della comunità locale furono accusati e condannati per la morte del piccolo Simonino, che la Chiesa ha poi venerato come beato fino a pochi decenni fa. Rileggendo senza pregiudizi la documentazione antica di quel processo e di vari altri alla luce della più vasta situazione europea e anche di una puntuale conoscenza dei testi ebraici, l'autore mette in luce i significati rituali e terapeutici che il sangue aveva nella cultura ebraica, giungendo alla conclusione che, in particolare per l'ebraismo askhenazita, l'"accusa del sangue" non era sempre un invenzione. |
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1977. L'ultima foto di famiglia Annunziata Lucia Lucia Annunziata ci restituisce le atmosfere e i protagonisti del 1977 spesso gli stessi protagonisti dell'Italia di oggi immortalati nella loro giovinezza - intrecciando ricordo privato e indagine storico-giornalistica intorno a uno dei passaggi fondamentali della nostra storia recente. Perché nel 1977 l'Italia esplode in migliaia di piccoli e grandi scontri di piazza, drammi privati e collettivi, scaramucce politiche e intellettuali. Scivolando in un caos sempre più cupo e violento, che avvolge il paese in una cappa da cui nessuno riesce a sottrarsi. Mentre la sinistra si frantuma in mondi conflittuali, la persecuzione prende il posto della politica, i padri vengono ripudiati e uccisi. È l'anno in cui inizia a morire la Repubblica nata dalla Resistenza. Lo spartiacque dopo il quale l'Italia non sarebbe più stata la stessa. |
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American vertigo Lévy Bernard-Henri Dal penitenziario di Rikers Island alle mega-chiese di Chicago, dalle comunità mussulmane di Detroit a un'enclave amish nello Iowa, Lévy incontra politici e pensatori, miliardari e gente comune. Dà conto delle contraddizioni di quella che è diventata l'unica superpotenza mondiale e il gendarme dell'Occidente, ne spiega le tensioni sociali e il sistema giudiziario. Si sofferma sui tratti peculiari del carattere americano, come il patriottismo e lo spirito religioso, e sulla ricchezza culturale e sulla capacità di immaginare il futuro che legittimano il ruolo guida degli Stati Uniti, senza però tacere il rischio del ritorno alle ideologie e della tirannia della maggioranza. |
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Nessuno deve scegliere per noi Veronesi Umberto - De Tilla Maurizio Testamento biologico, testamento di vita, direttive anticipate: con questi termini si indica una dichiarazione con la quale ciascuno di noi, in piena libertà e consapevolezza, può esprimere la propria volontà circa le cure da ricevere nel caso perdesse la facoltà di decidere, a causa di una malattia o lesioni traumatiche irreversibili. Quali che siano i nostri sentimenti e le nostre convinzioni riguardo la morte e il significato del dolore, il problema resta lo stesso: di fronte alla capacità, che la medicina possiede, di allontanare il termine naturale della vita, chi fissa il limite degli interventi? La scienza, i medici, la legge? Gli autori di questo libro non hanno dubbi in proposito: nessuna autorità può decidere senza tenere conto della volontà del malato. È giunto il momento di dare sicuri fondamenti giuridici al diritto inalienabile di scegliere come morire, come è già avvenuto in altri Paesi europei. La Fondazione Umberto Veronesi ha promosso la costituzione di un Movimento per il testamento biologico al quale aderiscono esperti in materia giuridica e medica che hanno lavorato alla presentazione di una proposta di legge. |
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Cancellare le tracce. Il caso Grass e il silenzio degli intellettuali italiani dopo il fascismo Battista Pierluigi Nell'estate 2006, il Premio Nobel per la letteratura Günter Grass rivela nella sua autobiografia di essersi arruolato, diciassettenne, nelle SS. Lo scandalo dilaga, disseppellisce vecchi rancori, chiama in causa i nomi più noti della cultura tedesca. E come un'onda di marea riporta alla luce il panorama sommerso e accidentato dei rapporti tra intellettuali e totalitarismi in Europa. È legittima infatti la domanda: e i tanti Günter Grass italiani? All'indomani del fascismo anche l'Italia piombò in un gorgo di odio, rivalità e tradimenti in cui l'imperativo categorico era rinfacciare i trascorsi altrui all'ombra della dittatura prima che venissero denunciati i propri. Per sottrarsi all'epurazione, l'unica via fu cancellare le tracce, con strategie diverse poi perpetuate e raffinate per decenni. Negare l'evidenza. Truccare i calendari. Sublimare il passato nelle opere artistiche del "dopo". E lamentare all'infinito la propria "generazione perduta", smarrita, incosciente. Sulla scorta di un ricco tessuto di citazioni e confronti, Pierluigi Battista analizza la malattia di un dopoguerra che, contrapponendo un passato da demonizzare a un presente mitizzato, ha impedito all'Italia di assimilare la "metamorfosi collettiva" dal fascismo all'antifascismo. Inserendo la vicenda del rapporto negato tra intellettuali e regime in un quadro storico-politico più ampio, contribuisce a spiegare una ferita che ancora oggi lacera l'Italia. |
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Le piccole cose che cambiano la vita Morelli Raffaele Morelli analizza in questo libro una delle problematiche comportamentali più diffuse del nostro tempo: l'eccesso di razionalità. Lo psichiatra scopre e dimostra come le crescenti difficoltà di realizzazione delle persone, nei diversi ambiti dell'esistenza - affetti, lavoro, società - derivino principalmente da un eccesso di strategia logica. |
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La grande bugia Pansa Giampaolo Continua il lungo racconto, iniziato da Pansa nel 2002 con "I figli dell'Aquila" e proseguito con "Il sangue dei vinti" e "Sconosciuto 1945". Ora il racconto si conclude con "La Grande Bugia". È un testo diverso dai precedenti. Anche qui il lettore troverà nuove testimonianze emerse dal mondo dei fascisti sconfitti. Ma il cuore del libro è un altro, ed è rivolto all'oggi. C'è il diario delle esperienze di Pansa come autore di ricerche sulla guerra interna. C'è la sua risposta alle stroncature più acide. E infine la ricostruzione di vicende accadute ad autori osteggiati da coloro che uno storico, pure avverso ai libri di Pansa, ha definito i Guardiani del Faro Resistenziale. |
(aggiornata il 21 aprile 2007)
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